Auguri Enrichetta per i 100 anni


6 aprile 1914 – 6 aprile 2014


A Roma, il ricordo di Enrichetta,
figlia dei Beati Beltrame Quattrocchi,
a cento anni dalla nascita


Enrichetta Beltrame Quattrocchi, figlia dei Beati Maria e Luigi, sarà ricordata a Roma, domenica prossima alle 18.30, con una Santa Messa nella Basilica di San Lorenzo al Verano. Il 6 aprile, Enrichetta avrebbe compiuto 100 anni; li festeggia in cielo con i genitori Maria e Luigi, prima coppia di coniugi che Giovanni Paolo II ha elevato agli onori degli altari in quello storico 21 ottobre 2001. Quel giorno a portare al Papa le reliquie dei genitori, i tre fratelli ora tutti riuniti in cielo: padre Paolino, don Tarcisio ed Enrichetta, la figlia che “non doveva nascere ” perché se la gravidanza filò dritta fino al quarto mese, subentrò un ‘imprevisto’ e un celebre ginecologo romano diede ai coniugi Beltrame l’aut-aut: interruzione della maternità se si voleva “tentare” di salvare “almeno” la madre. Dopo il rifiuto pronunciato senza esitazioni di Maria e Luigi – che si amavano di tenerissimo amore – nel pieno abbandono a Dio e alla Vergine, il 6 aprile 1914, venne alla luce Enrichetta, la figlia rimasta poi al fianco dei genitori fino alla loro morte.
Festeggiare dunque i suoi 100 anni significa anche festeggiare la vita, vita che Enrichetta ha vissuto fino in fondo sulla scia dei Beati genitori fino al 16 giugno 2012, quando nella casa di famiglia in Via Depretis al Viminale ha spiccato il volo. Gli amici desiderano ricordarla con una Messa a San Lorenzo al Verano nel giorno del suo centesimo compleanno, ma anche in altre città d’Italia e del mondo Enrichetta verrà ricordata con affetto e gratitudine.



AUGURI ENRICHETTA!!!

 
Storia breve dei Beltrame su youtube

http://www.youtube.com/watch?v=2dlJMy3sEmw

 
Sat2000 sui Beltrame
Lunedì 17 febbraio durante la trasmissione di Sat2000 "Nel cuore dei Giorni" dalle 9,10 alle 10,20 saranno intervistati in diretta  i copresidenti dell'associazione AMARLUI sui Beati Maria e Luigi Beltrame Quattrocchi, la prima coppia di Beati sposi in quanto coppia.
Partecipiamo la notizia agli amici interessati
 
Il Vero dono

Augurando a  ciascuno un Buon anno 2014 vi invitiamo a leggere  l'editoriale dell'Arcivescovo di Perugia

mons. Gualtieri Basseti, che ringraziamo, il quale nella festa della  Famiglia il 29 dicembre 2013 ha voluto citare l'esempio dei Beati Maria e Luigi nell'editoriale de L'Osservatore Romano. Nello stesso giorno  nella Sua diocesi durante la celebrazione della Festa della Famiglia, grazie ai coniugi Cristina e Giorgio Righi,  ha inserito un percorso  di spiritualità della famiglia, attingendo alla nostra  associazione AMARLUI, rappresentata dai Presidenti coniugi Danese-Di Nicola.

Buon anno 2014

Nella luce del Natale la festa della santa famiglia di Nazareth

Il vero dono


di Gualtiero Bassetti

Arcivescovo metropolita di Perugia - Città della Pieve

Secondo un'indagine di un'associazione di consumatori, in Italia quest'anno una famiglia su cinque non ha fatto i regali per le feste natalizie. Al di là del fatto c'è un elemento importante su cui riflettere: i tradizionali regali che di solito vengono scambiati a Natale hanno una radice profonda, che non può ovviamente essere banalizzata in una consuetudine consumistica, ma è direttamente collegata alla gioia immensa di questa festa, cioè alla nascita del Salvatore.

Ciò che sta alla base dei regali natalizi, infatti, non è una sorta di mercificazione degli affetti ma è la "cultura del dono" che, come ha scritto Benedetto XVI, "è lo specchio dell'amore ricevuto da Dio" e che scaturisce da una relazione gratuita e unilaterale, da un atto di libertà e da un incontro autentico con l'altro. La cultura del dono è, dunque, prima di tutto una cultura dell'accoglienza che si oppone a quella "cultura dello scarto" tanto volte stigmatizzata da Papa Francesco. Un'accoglienza che si manifesta in modo mirabile nella figura di san Giuseppe e nella famiglia di Nazareth. Un'accoglienza silenziosa e sapiente, obbediente e amorevole. Un'accoglienza che si prende cura degli altri senza pretese e con gioia autentica.

La festa della santa famiglia di Nazareth che si celebra in questa domenica è perciò un elemento insostituibile della gioia del Natale. Una gioia che, a ben guardare, non è incrinata solamente dalla perdurante crisi economica e dal calo dei consumi, quanto piuttosto da una mentalità collettiva sempre più diffusa che negli ultimi decenni, e con maggiore insistenza negli ultimi anni, ha finito per svilire il Natale, derubricandolo a festa secolare, anestetizzandolo ed edulcorandolo in mille modi diversi, nei linguaggi e nei modi di viverlo, nei significati più profondi e nelle rappresentazioni tradizionali. Sono emblematiche, a questo proposito, le ricorrenti polemiche sui presepi nelle scuole.

Uno svilimento del Natale che, in definitiva, ha prodotto due risultati preoccupanti: prima di tutto, la perdita della gioia per il mistero dell'incarnazione; e in secondo luogo, la marginalizzazione della famiglia nella nostra società. Ciò che si è smarrito, in particolar modo, è il senso storico della famiglia di Nazareth. La quale non rappresenta un archetipo narrativo o un residuo devozionale del passato, ma è, all'opposto, un modello concreto di amore coniugale e di collaborazione sponsale che si è perpetuato nella storia, di generazione in generazione, fino a oggi. Basti pensare, per limitarsi a un solo esempio, alla carità coniugale testimoniata da Luigi Beltrame Quattrocchi e Maria Corsini, una coppia di sposi beatificati da Giovanni Paolo ii che hanno vissuto il loro matrimonio come un cammino di santità e la propria famiglia come un luogo d'amore per donare se stessi reciprocamente.

Mai come oggi, dunque, per superare una società individualista inquinata da una cultura dello scarto che ignora i più deboli e i più fragili è fondamentale riscoprire la cultura del dono. Una cultura che ci mette in profonda comunione con Dio e che trova nella famiglia un momento di sintesi unico e insostituibile

http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/commenti/2013/297q01b1.html
 
Buon Natale con Maria e Luigi 25 dicembre 2013

Buon Natale 2013

L’amore dona la sapienza

Maria, che ritiene di essere stata tante volte fraintesa, riconosce invece a Luigi il dono speciale di comprendere fino in fondo la sua anima, ammira la bellezza della sua persona e  può ben dirgli: “Ti benedico”.  Anche Luigi riconosce di saper leggere nell’animo di lei anche al di là del linguaggio delle parole. L’amore dà occhi e anima per vedere il bene dell’altro e custodire quello della famiglia tutta. E’ l’amore che dona la sapienza di suggerire la cosa giusta al momento opportuno, di consigliare un comportamento, un scelta di vita…: Maria e Luigi sanno che il parere del coniuge è superiore a  quello della mamma, del padre, degli amici, dei consiglieri  e accade che un parere divenga automanticamente un ordine da eseguire, come scrive Luigi: «Quanto al tuo ordine, relativo all’uso del ghiaccio, ti avevo obbedito anche prima che tu lo emanassi»[1]. Perciò ciascuno prende una qualunque  decisione solo dopo essersi consultato e aver raggiunto una intesa in pieno accordo.

Nei confronti dei figli ormai cresciuti, i genitori si controllano stando bene attenti ad evitare di invadere, col peso del loro affetto e dei loro consigli, la personalità e la vocazione di ciascuno.

 

 

 

Citazione

Maria a Luigi: «Tu invece, con l’intuizione che ti dà l’amore, quell’amore benedetto e benefico che solo mi dà la forza di vivere, m’intendi, mi studi, mi aiuti, nella vita che è pur così difficile»[2].

Luigi a don Tarcisio: “La nostra astensione rigorosa da qualunque interferenza, da qualunque consiglio, è nostro preciso, per quanto doloroso, dovere: è un tuo sacrosanto diritto. Il solo colloquio che deve contare, ed essere decisivo, è quello fra te e Dio, al quale noi non altro chiediamo che sia Lui, e Lui solo, ad illuminarti e guidarti. “Suscipe Domine omnem meam libertatem, accipe intellectum ac voluntatem omnem...”.

Questo solo ti raccomando, anche a nome di mammà, che prima di attuare la tua decisione a un passo così grave, tu continui ancora a pregare, pregare, pregare Gesù e la Madonna, in umiltà di cuore, con tutta l'anima tesa, fino allo spasimo, verso di Loro. Ti benedico e ti abbraccio, Papà»[3].

 

Preghiera

 

O Dio, che nella Tua infinita bontà, ci hai chiamato a generare Tuoi figli

Rendici capaci di accompagnare il loro cammino, per amarti e farti amare

 Insegnaci a non sommergerli di cose, ma educarli alla sobrietà  e alla condivisione.

 Tu che sei stato bambino hai amato i piccoli,  lascia che i nostri figli vengano a Te e benedicili,

Non permettere che la loro innocenza venga profanata dal male. 

Ricordaci che anche noi impariamo e cresciamo con loro, giacché siamo tutti piccoli di fronte a Te;

Insegnaci a donare la vita per loro, ad essere teneri e affettuosi,  a giocare e spendere il nostro tempo con loro, che  contano più del lavoro, della nostra carriera, dei nostri impegni fuori casa. 

Ricordaci  di essere esempio, luce e consiglio per le loro scelte di vita

giacché un sorriso vale più di un rimprovero, uno scherzo più di una critica,  un abbraccio più di una predica. 

Aiutaci a custodire in casa l’allegria, a  ironizzare sui limiti e a non abbatterci per le critiche dei figli ormai adolescenti.

Fa che non trascuriamo di parlare di Te, di confrontare la nostra vita alla Tua, di   pregare con loro, di perdonare i loro sbagli e riconoscere i nostri, giacché solo Tu sei Buono. Amen



[1] LM310705.

[2] ML060705.

[3] LF230551.

 
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