II Settimana di Quaresima con la Chiesa Italiana che si prepara per "Firenze 2015"

II Settimana di Quaresima con la Chiesa Italiana che si prepara per "Firenze 2015"

a cura  di A. Danese e G.P. Di Nicola copresidenti dell'associazione  AMARLUI


Annunciare il Vangelo della  misericordia e della gioia

1. Dall'Evangelii Gaudium

21. La gioia del Vangelo che riempie la vita della comunità dei discepoli è una gioia missionaria. La sperimentano i settantadue discepoli, che torna­no dalla missione pieni di gioia (cfr Lc 10,17). La vive Gesù, che esulta di gioia nello Spirito Santo e loda il Padre perché la sua rivelazione raggiunge i poveri e i più piccoli (cfr Lc 10,21). La sentono pieni di ammirazione i primi che si convertono nell’ascoltare la predicazione degli Apostoli «cia­scuno nella propria lingua» (At 2,6) a Pentecoste. Questa gioia è un segno che il Vangelo è stato annunciato e sta dando frutto. Ma segue la dinamica dell’esodo e del dono, dell’uscire da sé, del camminare e del seminare sempre di nuovo e oltre. Il Signore dice: «Andiamocene al­trove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!» (Mc 1,38). Quando la semente è stata seminata in un luogo, Egli non si trattiene per spiegare meglio o per fare segni ulteriori, bensì parte verso altri villaggi seguendo l’ispirazione dello Spirito.

[Coninua a leggere]

Leggi tutto...
 
I Settimana di Quaresima con la Chiesa Italiana che si prepara per Firenze 2015

I Settimana di Quaresima con la Chiesa Italiana che si prepara per Firenze 2015

 Uscire - Una Chiesa ‘in uscita’

1. Dalla Evangeli Gaudium di Papa Francesco

n. 20. “Nella Parola di Dio appare costantemente questo dinamismo di “uscita” che Dio vuole pro­vocare nei credenti. Abramo accettò la chiamata a partire verso una terra nuova (cfr Gen 12,1-3). Mosè ascoltò la chiamata di Dio: « Va’, io ti man­do » (Es 3,10) e fece uscire il popolo verso la terra promessa (cfr Es 3,17). A Geremia disse: « An­drai da tutti coloro a cui ti manderò » (Ger 1,7). Oggi, in questo “andate” di Gesù, sono presenti gli scenari e le sfide sempre nuovi della missione evangelizzatrice della Chiesa, e tutti siamo chia­mati a questa nuova “uscita” missionaria. Ogni  cristiano e ogni comunità discernerà quale sia il cammino che il Signore chiede, però tutti siamo invitati ad accettare questa chiamata: uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiun­gere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo”.

[ Continua a leggere ]

 
Quaresima 2015

Facciamo insieme un cammino quaresimale di riflessione e impegno vero Firenze 2015. L'Associazione AMARLUI offre un sussidio che si può scaricare anche dal sito Cei

http://www.firenze2015.it/wp-content/uploads/2015/02/Cinque-strade-verso-Firenze-2015.pdf

 
Quaresima 2015


Dall'umanesimo familiare alle Cinque strade proposte dalla Traccia per Firenze 2015 a cura di A. Danese e G.P. Di Nicola copresidenti dell'associazione AMARLUI

Premessa

1. Molte difficoltà della famiglia oggi sono da collegare a inadeguate e insufficienti politiche familiari, ma altre hanno a che fare con la mancanza di senso da dare alla vita umana . Della crisi della famiglia inevitabilmente risente il sistema in termini di perdita del capitale umano. La complessità degli ingranaggi internazionali e degli sviluppi della tecnica sono tali che l'ingovernabilità sembra farsi regola di vita politica. Il vero nocciolo del problema però è di tipo culturale e spirituale dato che la dispersione del singolo e delle sue intenzioni non garantisce l'affermazione dei valori umani. Il sistema è autoreferenziale e si autoregola rivelando la sua manchevolezza, perché non tutto è pensabile in termini di funzionalità e di autoreferenzialità interna, pena l’essere disfunzionale a se stesso, proprio per la esclusione del mondo della vita, dell'affettività e della spiritualità. E’ una necessità dello stesso sistema economico-politico, per la sua stessa autoregolazione, concepirsi a servizio delle famiglie più che servirsi delle famiglie. Ci vuole un “gusto per l’umano”, per “leggere i segni dei tempi e parlare il linguaggio dell’amore” coltivato nelle famiglie. Ne è convinto Monsignor Cesare Nosiglia, presidente del Comitato preparatorio, che ha firmato la presentazione della Traccia, “un testo aperto” che parte dalla constatazione che nelle nostre comunità esiste “un bisogno di discernimento comunitario di fronte alle sfide del mondo contemporaneo”, ma anche ”la voglia di camminare insieme, di assaporare il gusto dell’essere Chiesa, qui e oggi, in Italia”. L’opzione di fondo: “Partire dalle testimonianze che sono esperienza vissuta della fede cristiana e che si sono tradotte in spazi di ‘vita buona del Vangelo’ per la società intera”.

2. L'Associazione AMARLUI sta portando avanti la riflessione già inviata su un nuovo tipo di umanesimo familiare individuando nelle cinque vie per Firenze 2015 il contributo che la Scrittura, la Traccia, l'esperienza dei Beati Beltrame Quattrocchi e quella delle famiglie possono fornire in preparazione al Convegno. Ripartiamo dall'esperienza diretta di questa coppia di Beati perché si tratta di un novum che nella storia della Chiesa rappresenta la beatificazione di una coppia in quanto coppia: Maria e Luigi Beltrame Quattrocchi . Generalmente non si ama una letteratura che si occupa di amori senza turbolenze, di quadretti familiari irenici. Sembra che una storia d’amore possa attrarre solo se ha i colori accesi dell’innamoramento, delle passioni e dei tradimenti, con le relative follie, i tumulti erotici, gli abbandoni sofferti. Tutto l’interesse si spegne se una coppia di innamorati si trasforma in una famiglia, se l’effervescenza dello statu nascenti si assesta in istituzione, lo straordinario in ordinario, la poesia in prosa, la novità in routine. Eppure la storia semplice di Maria e Luigi riesce ad affascinare, sia quella raccontata nei libri sia quella espressa nelle manifestazioni artistiche

3 La Chiesa, assecondando il desiderio di Giovanni Paolo II, presentò nel 2001 ai fedeli una coppia di sposi che ripete l’eterna storia di un innamoramento in cui l’amore, ben oltre l’ebbrezza dell’attrattiva, diviene quel vincolo sacro, umano-divino che dà stabilità alla promessa intrecciandola con l’amore di Dio. Non è ‘ordinaria’ la stupenda avventura di un uomo e una donna che si conoscono, riconoscono, formano di due “una sola carne”, vivono una storia comune senza più voltarsi indietro. La concordia dei cuori, di cui parlano con la vita Maria e Luigi Beltrame Quattrocchi, la cui avventura di sposi qui portiamo come testimonianza in ciascun percorso indicato dalla Traccia, non si spiega senza l’opera della grazia e del Sacramento del matrimonio. E’ il frutto di una collaborazione a tre, di cui la parte principale e la più discreta è quella di Dio. La lettura delle cinque vi strade che portano a Firenze 2015 parte allora sì dalle parole di papa Francesco e dalle indicazioni della traccia, ma anche dall'esperienza concreta di una coppia di Beati e dalle considerazioni d i coppie cristiane che si sforzano con gioia di aderire al Vangelo lungo l'itinerario proposto dai Vescovi italiani.


4. La famiglia come è noto " è attaccata da tanti fronti”, con bambini che “vivono tra diverse case, costretti a fare i conti con complesse geografie relazionali”. Oggi i luoghi sono diventati “sempre più frontiere: linee di incontro-scontro tra culture, e anche tra visioni del mondo diverse di una stessa cultura”. Ripartiamo allora sinteticamente da ciascuna via: Uscire, per non correre il rischio dell’”inerzia strutturale” e “liberare le nostre strutture dal peso di un futuro che abbiamo già scritto”. Annunciare, perché “la gente ha bisogno di parole e di gesti” e di famiglie che sappiano “prendere la parola in una cultura mediatica e digitale” e che parlino soprattutto il linguaggio della testimonianza. Abitare, per “continuare ad essere una Chiesa di popolo”, famiglia di famiglie, sul modello della buona notizia che la famiglia annuncia, ripensando i propri “modelli” a partire dalla consapevolezza che “una Chiesa povera per i poveri” non è un “optional” ma una vicinanza solidale e reale alle famiglie povere in continua crescita. Educare, per ricostruire le “grammatiche educative” e immaginare “nuove sintassi”. Soprattutto per riacquisire la responsabilità educativa per troppo tempo delegata ad altre agenzie di socializzazione. Trasfigurare, cioè assicurare la “qualità della vita cristiana”. Le famiglie sono convinte che la sfida passa per la scelta vocazionale dell'essere famiglie che aspirano alla santità, nella ferialità dei gesti e delle circostanze, sapendo leggere negli eventi il disegno di Dio su ciascuna famiglia e sulla comunità delle famiglie che formano la Chiesa.

5. Dalla Traccia emerge la consapevolezza che si sta attraversando nel mezzo la cultura postmoderna nella quale “Nessun criterio è condiviso, per orientare le scelte pubbliche e private e tutto si riduce all’arbitrio delle contingenze”. La cultura del frammento presenta quelle “schegge di tempo e di vita, spezzoni di relazioni” con il rischio di “un uomo senza senso”, che affligge soprattutto la parte più fragile delle famiglie stesse (vedi esperienza crescente dei giovani neets, senza lavoro, senza istruzione e senza senso). In questo contesto di crisi vengono “allentati i legami” e “indeboliti i nessi” del volto umano delle persone. Ciascuno rimane “centrato su se stesso” e impegnato in un “corpo a corpo” con l’altro. Il “male” del nostro tempo è l’autoreferenzialità, che “rende asfittica la nostra vita”. Eppure, nonostante tutto, i giovani continuano ad avere fiducia nell'istituto familiare, se nei sondaggi italiani ed europei lo indicano come primo valore. Le donne e gli uomini di oggi hanno “un enorme bisogno di relazione”, che emerge dalla rete ma anche dalla “solidarietà intergenerazionale all’interno delle famiglie”. I genitori delle giovani coppie si sono trasformati in "ammortizzatori sociali" per i propri figli e nipoti, sapendo rinunciare essi stessi alle comodità della vita di pensionati per abbracciare stili di vita più sobri, con scelte testimoniali a difesa della legalità, con rivendicazione di responsabilità nei confronti della scuola e forme di donazione nel volontariato, con una straordinaria capacità di accoglienza degli immigrati, specie nelle comunità situate i luoghi degli sbarchi: tutti segnali “poco notiziabili, ma concreti”. Le famiglie testimoniano che occorre prima di tutto "imparare ad ascoltare la vita delle persone, per scorgere i segni di un’umanità nuova che fiorisce”. In questo senso si è parlato di un umanesimo familiare che la famiglia annuncia con il suo essere famiglia ( "Famiglia annuncia ciò che sei"). Se come è scritto nella Traccia, il “metodo” di Gesù è la testimonianza, e le due “direttrici principali di un nuovo umanesimo” sono la cura e la preghiera, le famiglie possono diventare i laboratori concreti per avviare la rivoluzione nascosta di un umanesimo cristiano a misura di persona.

per  leggere il document intero  vai a

 
Storia breve dei Beltrame su youtube

http://www.youtube.com/watch?v=2dlJMy3sEmw

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 5