COSA CONTA DI PIÙ?

La Pasqua è arrivata….

Cosa conta di più?

Molte storie sono quelle di prima: tra il venerdì santo in cui la croce della vita stava pesando come un macigno e la Domenica del Risorto, cosa è cambiato?

Nulla di nuovo in quella vita perché la croce è rimasta.

La tua malattia, a cui sei inchiodato da tempo e soggetto a cure massacranti.

Il tuo matrimonio, dove è passata l’infedeltà che non ha risposto alla promessa fatta tanti anni prima quando, vestiti di bianco (lei) di nero (lui) pensavate umanamente di potervi garantire.

La tua solitudine, ragazza o ragazzo che cerchi incessantemente l’anima gemella e che non riesci a riempire il tuo vuoto interiore.

La risposta dei tuoi figli, genitore cristiano, che per gli anni in cui erano piccoli ti sei impegnato ad una vita di chiesa e che, adolescenti, si ribellano al primo invito di messa domenicale.

A te che desideri un figlio e che non ti viene donato.

A te che quel lavoro era il sostentamento per la famiglia numerosa che hai e che ora ti viene tolto.

A quel figlio che è caduto nella trappola delle sostanze.

 

Ognuno faccia la sua lista, perché le prove sono tante, le difficoltà di ciascuno sono le sue speciali situazioni e ognuno non osi commentare,paragonare,sminuire o enfatizzare ma, anzi, si inginocchi dinanzi alla dignità della croce.

 

Tutti abbiamo cantato ALLELUIA e ancora risuona la gioiosa musica della Pasqua del Cristo Risorto, attesa dopo quaranta giorni di tempo di grazia, la quaresima.

Ma, allora cosa è cambiato?

Il Signore ha sconfitto la morte, ma la croce è rimasta!

 

Può darsi che  sei triste, a casa tua, con la tua storia che non riesci neppure a condividere, figuriamoci se sei capace di abbinarla alla resurrezione di Cristo.

 

Chi ha coraggio di consolarti? Avresti tutto il diritto di ribellarti ad ogni parola che verrà detta per spiegarti che Dio è buono, infinitamente buono e desideroso della tua gioia.

Chi potrà avere l’ardire di convincerti che ogni evento della tua vita, siccome Dio è appunto buono, si verifica solo perché ti servirà e ti aiuterà a capire tante cose di te stesso che non comprenderesti se non vivessi quella situazione….proprio quella!

Chi potrà farti immergere nel significato profondo della croce dicendoti che è l’albero della tua salvezza?

Chi mai potrà permettersi una semplice, piccola, insignificante e sovrabbondante parola davanti all’altrui sofferenza?? La tua sofferenza?

E sai che ti dico? Che se anche tu stessi bene e non provassi in questo momento alcuna difficoltà, avresti la medesima resistenza ad accettare qualsivoglia contributo perché sei stai male ti chiudi e se stai bene ti chiudi, basti a te stesso.

Nessuno potrà aiutarti se non la tua stessa domanda:

“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Tu stesso diventerai Gesù, quel giorno famoso in cui le sue parole furono di una desolazione estrema: l’isolamento di Gesù è totale, la sua solitudine è senza misura dove anche il Padre, tacendo, sembra averlo totalmente abbandonato.

Ma Gesù si spinge oltre, fino a diventare solidale con te, prendendosi tutto il tuo peccato fino al punto di sperimentare quella profonda lontananza da Dio in cui tu  ti ritrovi nella tua fragilità, nel tuo essere necessariamente peccato, nel tuo essere povero.

Durante il cammino  terreno non ci si accorge neppure di  quel  terribile stato di separazione da Dio e quindi di morte.  Gesù, invece, lo ha condiviso e vissuto con estrema  lucidità, cambiandolo però in amore. “Mentre si identifica col nostro peccato, “abbandonato” dal Padre, Egli “si abbandona” tutto e totalmente nelle mani del Padre” e, gridando sulla croce, fa suo il grido dell’umanità infelice e lo lancia verso Dio: non disperato ma estremamente fiducioso!!

Ogni volta che tu soffri, puoi scoprire accanto a te il Crocifisso che ti chiama: Soffri con me, stringiti a me, unisci la tua pena alla mia. Lascia che io ti ABBINI al mio dolore e possa soffrire in te e con te. SOLO COSÌ LA TUA SOFFERENZA SARÀ ACQUISTATA DALLA SUA PASSIONE.

 

“Hai chiesto al Signore di lasciarti soffrire un po’ per lui. Ma poi, quando la sofferenza arriva in modo così umano, così normale ti costa fatica vedere Cristo dietro tutto questo. Apri dolcemente le tue mani a questi chiodi … , il tuo dolore si trasformerà in gioia.” (San Josèmaria Escrivà)

 

“Ascolta chi è stato crocifisso, ascoltalo parlare al tuo cuore,

Ascoltalo, Lui che ti dice: Tu vali molto per me”. (Giovanni Paolo II)

 

Cosa conta di più?

Eccomi, ti aspetto alla mia mensa e più mi frequenti e più mi conosci, dice Gesù a te che sei veramente sfiduciato. Nessuno potrà parlare al tuo cuore, ma Lui, che ti conosce nel profondo,parlerà al tuo orecchio  e ti conquisterà.

La Pasqua è arrivata….

Cosa conta di più?