“Non pensavo, con questo spettacolo, di affrontare una tournée così ricca, iniziata nel 2000 al Convegno Nazionale CEI per la Famiglia e giunta oramai alla 60° replica italiana. Una compagnia di teatro di San Salvo Marina (Chieti), dopo aver assistito allo spettacolo al teatro “Rossetti” di Vasto, ha chiesto la partitura per metterlo in scena nella loro cittadina (con repliche a Foggia e Loreto). Non potevo immaginare un seguito così interessante dell’esperienza anche se, fin dalla prima serata, mi sono reso conto che lo spettacolo possedeva un quid che continua ad affascinare prima di tutto noi che siamo sul palco e il pubblico che risponde con calore straordinario. Il rapporto tra parola e musica vivifica il racconto, dando respiro e varietà all’ascolto”.

Giacomo Maria Danese – compositore e direttore musicale

 

“Quando nel ‘99 mi arrivò il manoscritto da cui trarre un testo per lo spettacolo non conoscevo i Beltrame Quattrocchi, non ne avevo mai sentito parlare e fu per me una felice sorpresa; comunque non compresi subito la  portata di ciò che mi ritrovavo fra le mani; e credo che questa scoperta sia ancora in evoluzione; con Maria e Luigi  è salito sugli altari,  anche l’amore umano capace di elevarsi al divino. Ricordo con nostalgia le mattine  in cui - mi alzavo prestissimo – ho iniziato a stendere il testo dopo mesi di lettura e riflessione; ricordo quelle albe nelle quali respiravo, scrivendo, qualcosa di straordinario: “se riusciremo a trasmettere ciò che sto provando – mi dicevo – sarebbe molto buono” e devo dire che dopo questi primi quattro anni di repliche qualcosa  del genere deve essere successo. Un capitolo a parte ( ma non troppo) è l’esperienza artistica col maestro Danese sullo ‘sposalizio’ (per stare in tema) testo-musica e, logicamente, il rapporto con tutti gli artisti; un’esperienza professionale, umana, spirituale molto ricca, impensata ”.

Maffino  Redi Maghenzani  - autore del testo e regista

 

“M’impressiona sempre, a fine spettacolo, quell’ applauso convinto, prolungato, di persone spesso in piedi, quasi a voler dire ciò che a parole sarebbe difficile esprimere. Quando scendo dal palco per salutare, noto negli sguardi una luce che  nasce - è evidente - dall’intimo di ciascuno perché toccato nel profondo. Io stessa, ogni sera, mi commuovo, non per mestiere ovviamente, per sintonia, per qualcosa che tocca l’anima”.

Maria Rosaria Olori - attrice

 

“ …Dopo varie rappresentazioni la mia attenzione  si è rivolta verso il pubblico: mentre suono sono tutto proteso a ‘farlo entrare’ in quelle emozioni che io stesso ho vissuto ascoltando il testo ed entrando nella vicenda che narriamo. Questo spettacolo ha un messaggio, in certo modo, catartico: provoca, col linguaggio della bellezza, una sorta di purificazione e una conseguente elevazione “

Samuele Danese – violista