Luigi Beltrame Quattrocchi (1880-1951)

Luigi Beltrame Quattrocchi nasce a Catania il 12 gennaio 1880. Trascorsa la prima infanzia con i suoi genitori Carlo e Francesca, e i fratelli Gregorio, Mariannina ed Ettore, intorno al 1889 va a vivere con Luigi e Stefania Quattrocchi, zii per parte materna, che ne chiedono l'affidamento ai cognati non potendo avere figli.

Nel 1890, a seguito di un trasferimento dello zio Luigi, cassiere principale della Regia Dogana, approda a Roma dove trascorrerà il resto della sua esistenza. Nella capitale frequenta il liceo Umberto I e nel 1898 consegue la licenza liceale con ottimi risultati.

Iscrittosi nello stesso anno alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università La Sapienza, si laurea il 14 luglio 1902. Durante gli studi (1901) conosce Maria Corsini e dopo tre anni di

incontri, il 15 marzo 1905 stringe con lei il fidanzamento ufficializzato il 30 dello stesso mese.

Nell'agosto del 1905 viene nominato Vice-Pretore Onorario alla Prefettura Urbana, e a

novembre, il giorno 25, sposa Maria Corsini nella basilica di S. Maria Maggiore.

Dalla loro unione nascono quattro figli: il primo Filippo nel 1906 (in seguito Don Tarcisio), la seconda Stefania nel 1908 (divenuta poi Suor Cecilia), il terzo Cesare nel 1909 (religioso anche lui, con il nome di P. Paolino) e la quarta Enrichetta il 6 aprile del 1914.

Nel 1909 Luigi viene nominato Sostituto Avvocato Erariale; nel 1919 è Vice Avvocato Erariale; nel 1921 Segretario Generale. Arriva al pensionamento nel 1946 con la qualifica di

Vice-Avvocato Generale Onorario dello Stato. Svolge inoltre numerosi incarichi ufficiali presso diversi Ministeri, consulenza legale per l'IRI, la Banca d'Italia, la Banca Commerciale Italiana, la Banca Nazionale del Lavoro, il Consorzio per le Opere Pubbliche, la STET, ecc. Sotto il governo di Badoglio viene nominato commissario dell'ENPAS dove in pochi mesi esprime le sue qualità di equità ed equilibrio nel compito di commissariamento.

L'impegno del lavoro è sempre accompagnato dall’aggettivo cristiano. Nella sua attività all’interno della Avvocatura dallo Stato, soprattutto con il suo esempio di integerrimo, solerte e competente lavoro e con pochi e opportuni delicati interventi, attua silenziosamente un apostolato quasi invisibile ma efficace. Fra l’altro, per i colleghi più anziani che si ammalano, diventa frequente visitatore affettuoso “parlando” silenziosamente di quel Dio che ha nel cuore.

Ma anche al di fuori del lavoro, la sua attività si estende in un apostolato più palese. Dal 1916 coopera con l'Associazione Scoutistica Cattolica Italiana (ASCI), divenendo poi nel 1917 Presidente del Reparto Roma V e nel 1918 membro del Commissariato Centrale. Nel 1919 fonda con l'amico Gaetano Pulvirenti un oratorio festivo presso la Basilica di Santa Pudenziana per i ragazzi della “suburra” che trasforma poi in Reparto Scout -Roma XX-, diretto da lui stesso fino al 1923. Nel 1921 viene nominato Consigliere generale dell'ASCI fino al 1927, anno in cui il movimento viene sciolto dal Regime Fascista.

Dopo la liberazione collabora ancora con il Prof. Luigi Gedda  nei Comitati Civici, appoggia come consigliere amministrativo il sorgere dell'Agenzia ORBIS; coadiuva con gli onorevoli Reggio d'Aci e Jacini al Centro Studi Politici; fonda in Via Depretis un gruppo del Movimento di Rinascita Cristiana per gli amici e aiuta attivamente Maria che era diventata vicepresidente del Fronte della Famiglia. Preziosa è anche la sua presenza come barelliere in vari viaggi del'UNITALSI.

Muore il 9 novembre 1951 per infarto miocardico.

Per quanti lo conobbero fu una persona affabile, vera, essenziale, dotta, convinta dei propri ideali e della sua adamantina fede. Era dotato di un eccezionale fascino umano che la grazia divina aveva arricchito e completato; la sua conversazione era vivace con frequenza delicatamente ironica ma sempre aperta all’altrui mentalità e sempre pronta ad aiutare chi si trovasse in qualunque tipo di difficoltà: il suo studio era sempre aperto per chi avesse avuto bisogno di un suo consiglio o un suo intervento.

Caratteristica della sua esistenza fu la quotidiana attenzione ad approfondire la presenza di Dio, fino a giungere ad una significativa maturità spirituale, operandosi, con coerenza e sollecitudine, per la salvezza propria e quella di quanti incontrava nei suoi rapporti professionali: santificarsi per santificare.

Luigi, uomo laico-cristiano, ha vissuto le vicende piccole e grandi del suo tempo nella sua

esistenza di sposo, padre e professionista alla luce di Dio, contribuendo alla promozione umana e spirituale del proprio ambiente; inoltre ha dimostrato che il seguire Gesù e il Vangelo con il dono totale di sé è l'espressione più piena e autentica del cristiano.